Fashion

Coronavirus e moda: le iniziative di stilisti e brand

Sono tanti gli stilisti e i brand che si sono mobilitati per l’emergenza Covid-19, supportando il sistema sanitario e la ricerca con varie iniziative.

Giorgio Armani

Il primo a chiudere i punti vendita fu Giorgio Armani. Dal giorno del paziente 1 a Codogno, lo stilista si è dimostrato sensibile alla questione, dichiarando in un’intervista al Corriere della Sera: “Quello che sta succedendo ci deve aprire gli occhi sul fatto di rallentare”. Fu il primo, infatti, a sfilare a porte chiuse il penultimo giorno della Milano Fashion Week. Così come fu il primo a fare una donazione per gli ospedali. Infatti, ha stanziato un milione e 250 mila euro per gli ospedali Luigi Sacco, San Raffaele e Istituto dei Tumori di Milano, allo Spallanzani di Roma e a supporto dell’attività della Protezione Civile. Successivamente, ha convertito tutti i suoi stabilimenti produttivi italiani nella produzione di camici monouso e mascherine destinati alla protezione individuale degli operatori sanitari. Inoltre, nelle scorse settimane, ha deciso di dare il suo contributo anche all’ospedale di Bergamo, a quello di Piacenza e a quello della Versilia, arrivando così a una donazione complessiva di circa 2 milioni di euro.

Al Corriere della Sera ha poi dichiarato: “Io Milano continuo a sceglierla perché anche quando trema non si lascia travolgere. Perché pensa al domani vivendo l’oggi senza fermarsi”.

Chiara Ferragni

Chiara Ferragni e Fedez il 9 marzo hanno aperto una raccolta fondi, annunciandolo su Instagram, staziando per primi 100 mila euro. La raccolta ha raggiunto più di 4 milioni di euro grazie alle donazioni di 199 mila persone. Grazie a queste donazioni è stato possibile costruire a Milano un reparto di terapia intensiva ad alta tecnologia in soli 12 giorni.

Per ringraziare i donatori, Fedez su Twitter ha scritto: “Venerdì 20 sarà pronta per il collaudo la nuova terapia intensiva ad alta tecnologia costruita da ZERO in 12 gg. Grazie a tutti voi”, con allegata la foto dei lavori quasi ultimati:

Donatella Versace

La stilista ha pubblicato una lettera aperta su Vogue.com, nella quale si dichiara orgogliosa delle misure prese dal Governo italiano e del lavoro del personale sanitario. Donatella Versace parla a tutti quanti, condividendo un messaggio di speranza e di coraggio: “Mentre scrivo queste poche righe ho in mente la salute e il benessere di ognuno di voi. La ragione per cui ho voluto mandare questa lettera è quella di farvi sapere che nessuno è solo a combattere questa battaglia”. “Milano è come una città fantasma”, scrive Donatella, e “nonostante la situazione ci sentiamo uniti come mai prima e abbiamo tutti compreso che ne usciremo solamente se giocheremo insieme, come una squadra”.

Per aiutare il personale sanitario, i medici e gli infermieri, Donatella ha donato 200 mila euro al Dipartimento di terapia intensiva dell’ospedale San Raffaele di Milano, supportando la lotta contro il virus.

Altre iniziative

Gucci

Con 2 milioni di euro, Gucci ha avviato due campagne di crowdfunding: in Italia a favore del Dipartimento della Protezione Civile; a livello globale, a supporto dell’Organizzazione Mondiale della Sanità attraverso il COVID-19 Solidarity Response Fund.

Alessandro Michele, direttore creativo di Gucci, e Marco Bizzarri, Presidente CEO di Gucci in una lettera ai dipendenti scrivono: “Questa pandemia ci chiama a un compito inaspettato, ma è una chiamata alla quale rispondiamo con decisione, supportando il lavoro straordinario del personale sanitario, dei medici e degli infermieri che sono ogni giorno in prima linea nella lotta contro l’epidemia di Covid-19, in Italia e nel resto del mondo. Sostenendoci a vicenda e aiutando quelli che tra noi sono più vulnerabili, saremo in grado di superare questa crisi: uniti, ancora più di prima“.

Bulgari

Grazie alla sua donazione, è stato consegnato un microscopio 3D al Dipartimento di Ricerca dell’Ospedale Lazzaro Spallanzani di Roma. Uno strumento fondamentale per la ricerca che porterà alla prevenzione e al trattamento del virus. Tale microscopio verrà, poi, inserito in modo definitivo nei laboratori di ricerca. Inoltre, in collaborazione con le Industrie Cosmetiche Riunite di Lodi, Bulgari ha deciso di utilizzare i suoi laboratori destinati in origine alla produzione delle sue fragranze per produrre gel disinfettanti. La produzione prevede 6000 pezzi al giorno fino ad arrivare ad un totale di 200 mila pezzi in circa due mesi.

Guess

Guess per l’Italia e la Spagna ha donato, oltre a fondi ed abiti, 150 mila mascherine. A tal proposito, Paul Marciano, Direttore Creativo di Guess, ha commentato: “Noi di Guess vogliamo essere una fonte d’ispirazione per le nostre comunità, incoraggiandole ad affrontare la lotta contro il Covid-19 con forza, speranza e solidarietà. Dobbiamo essere forti, per le nostre famiglie, per la nostra comunità e per il nostro pianeta: insieme, possiamo vincere qualsiasi battaglia. Per fornire risorse essenziali e urgenti a chi in questo momento ne ha più bisogno, Guess donerà più di 1.300.000$ a sostegno della sua comunità globale”.

Prada

Prada ha deciso di dare il suo contributo convertendo lo stabilimento di Montone, in provincia di Perugia, dalla produzione di pantaloni a quella di 110 mila mascherine per il personale medico della Toscana. “Ci lavorano circa 200 operai e sono entusiasti di poter aiutare tutti coloro che lottano in prima linea contro il virus”, sostiene il responsabile dello stabilimento, Claudio Bormida. Inoltre, aggiunge: “Siamo orgogliosi e l’iniziativa potrebbe proseguire, anche se non vediamo l’ora di tornare alla nostra vita di sempre”.

Benetton

Edizione Srl, holding della famiglia Benetton, ha donato 3 milioni di euro per sostenere quattro Istituti ospedalieri, impegnati a contrastare l’emergenza Coronavirus in Italia. La donazione riguarda gli ospedali Luigi Sacco di Milano, Lazzaro Spallanzani e policlinico Agostino Gemelli di Roma, Ca’ Foncello di Treviso, città di origine e sede principale di Benetton.

Bata

Bata ha donato 200 mila euro alla Regione Veneto attraverso la Bata Shoe Fondation. Un aiuto importante destinato a sostenere il sistema sanitario Veneto, regione in cui risiede la storica sede italiana del brand. Per questo motivo, Bata ha sentito il dovere di restituire alla comunità il sostegno che fino ad ora ha sempre dimostrato nei confronti dell’azienda.

Bottega Veneta

Bottega Veneta annuncia il proprio sostegno alla ricerca scientifica nazionale, finanziando delle borse di studio biennali in Veneto, Lazio e Campania con l’obiettivo di contribuire all’avanzamento della ricerca e supportare il corpo medico italiano. Il contributo della Maison, pari a 300 mila euro, finanzierà, in particolare, la proroga biennale di una ricercatrice impiegata in ambito pneumologico presso il Dipartimento di Scienze Cardio-Toraco-Vascolari e Sanità Pubblica dell’Università degli Studi di Padova. Le altre due borse di studio sono state erogate, rispettivamente, presso il Laboratorio di Virologia dell’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani di Roma ed il Laboratorio di Microbiologia e Virologia dell’Ospedale Domenico Cotugno di Napoli.

Moncler

L’azienda ha messo a disposizione 10 milioni di euro per avviare il progetto promosso dalle Regione Lombardia per la realizzazione di un ospedale con oltre 400 posti di terapia intensiva all’interno della ex Fiera di Milano.

North Sails

North Sails sostiene la Protezione Civile Italiana con una donazione e un’iniziativa rivolta ai volontari dell’associazione. Per ogni acquisto sul loro sito, fino al 3 aprile, il brand ha donato un altro capo ai volontari che lavorano in prima linea con la Protezione Civile Italiana. Tale capo si aggiunge ai 1000 già messi a disposizione dal brand.

Patrizia Pepe

Patrizia Pepe, con una donazione di 20 mila euro, ha avviato una raccolta fondi a favore dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Careggi, a Firenze. La campagna #ItalyStayStrong è attiva sul sito gofundme.com

Ralph Lauren

La Ralph Lauren Corporate Foundation ha donato 10 milioni di dollari per contrastare la crisi del Coronavirus in tutto il mondo. La donazione servirà ad aiutare la situazione in vari modi, tra cui: fornire sovvenzioni finanziarie per i dipendenti Ralph Lauren in difficoltà; contribuire al Fondo di solidarietà Covid-19 dell’Organizzazione Mondiale della Sanità; sostenere i malati di cancro durante questo periodo vulnerabile; sostenere A Common Thread (un’iniziativa di raccolta fondi che ha l’obiettivo di supportare gli stilisti americani che soffrono a livello economico durante l’emergenza); infine, produrre 25 mila camici e 250 mila mascherine.

In Italia, Ralph Lauren sostiene, attraverso una donazione e un appello di raccolta fondi, la Fondazione IEO-CCM a favore dell’Istituto Europeo di Oncologia (IEO), per consentire ai malati di tumore di ricevere le cure necessarie. Inoltre, il brand ha fatto una donazione di 35 mila capi di abbigliamento, per il personale sanitario in prima linea e per i pazienti ricoverati negli ospedali italiani. Tutto in collaborazione con la Croce Rossa Italiana di Milano.

Trussardi

Trussardi ha attivato una raccolta fondi per sostenere l’acquisto di respiratori e ventilatori polmonari per l’Ospedale Papa Giovanni XXVIII di Bergamo.

“Bergamo è il luogo dove tutto è iniziato. Dal 1911, quando mio nonno Dante Trussardi fonda l’omonima Premiata Fabbrica di Guanti”, ha commentato Tomaso Trussardi, Presidente del marchio “la città ha sempre mostrato la sua vicinanza alla mia famiglia e ha contribuito alla nostra storia con creativi, artigiani e maestranze locali; un legame che dura da tre generazioni. Il nostro impegno ora è rivolto alla cura delle persone che rischiano la vita a causa del Coronavirus.”

Fino al 31 Marzo 2020, sul sito trussardi.com era possibile fare shopping benefico al 100%.

Queste sono solo alcune delle innumerevoli iniziative che hanno unito stilisti e brand contro un’unica battaglia: quella contro Coronavirus. Una guerra contro un nemico invisibile che unisce ormai tutto il mondo.

Tutti per uno e uno per tutti, uniti noi resistiamo, divisi noi cadiamo.

Alexandre Dumas

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32 Comments

  1. sabrina barbante says:

    Sono contenta che in Italia, il comparto fashion, così importante sia in termini economici che di prestigio (che poi è anche un fattore economico indiretto) si sia sentito così chiamato in causa in un’emergenza mondiale.

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    1. Sì, è molto bello vedere come tutti si siano uniti in un momento come questo!

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  2. Grazie al cielo durante questo difficile momento la moda si è mostrata al suo massimo con scelte intelligenti e soprattutto ben mirate verso un aiuto concreto. Questa è la moda che mi piace!

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    1. Speriamo che questa solidarietà continui ad esserci anche dopo!

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  3. la moda sta dimostrando una grande volontà e capacità di stare vicino al nostro paese

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  4. M.Claudia says:

    È impressionante come il mondo della moda si sia mobilitato per dare un aiuto concreto in questo brutto periodo.

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  5. E’ molto bello vedere che le grandi azienda italiane sanno dare concretamente una mano in questo periodo difficile. La vedo come un’equa redistribuzione del denaro.

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  6. lucia di tommaso says:

    E’ bello vedere che chi è più fortunato ha pensato a fare del bene per chi ha bisogno. D’altronde in queste occasioni chi ha di più deve essere più genersoo verso gli altri

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    1. Pienamente d’accordo con te 🙂

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  7. amalia says:

    davvero di grande cuori questi stilisti, ognuno di loro ha donato qualcosa per far fronte questa emegenza. Viva l’Italia

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  8. Bellissime iniziative! Dimostrano la competenza di chi gestisce queste importanti case di moda, sapersi soprattutto reinventare in poco tempo non è facile

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  9. Ho sempre ammirato Giorgio Armani come persona e sono contenta che anche in questo caso non ci ha delusi! Bravi tutti!!

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    1. E’ un uomo da prendere come esempio!

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  10. Manuela Iannacci says:

    Comunque io sono per la solidarietà e aiutare tutti ma senza farsi pubblicità che i bei gesti non hanno bisogno di pubblicità… sarò cinica oggi ma l’avrebbero fatta tutta questa solidarietà senza la pubblicità che ne è venuta fuori?

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    1. In parte sono d’accordo con te. Come hai scritto tu, la beneficenza non ha bisogno di pubblicità, ma fa sempre piacere sapere che personaggi importanti e grandi aziende, che hanno molta disponibilità economica, aiutano chi ne ha bisogno.

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  11. Gli italiani si sa sono molto generosi ed è ammirevole che molte aziende e personaggi pubblici abbiamo donato denaro o si siano attivati per aiutare in questa situazione. Sono felice che in questo elenco ci sia anche Benetton, miei conterranei.

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    1. E’ sempre bello sapere di iniziative come queste, soprattutto se a farle sono conterranei o concittadini

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  12. Sono felice che un mondo che a volte sembra solo immagine e frivolezza si è mosso unito contro questa emergenza covid-19 che ha tanto cambiato le nostre abitudini

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  13. Leggere queste storie, di questi brand che si impegnano per aiutare tutti in questi momenti di crisi, mi rende ancora più orgogliosa di essere italiana!

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  14. Molte di queste iniziative e donazioni sono importanti e fanno onore ad ogni atelier di moda che avrebbe potuto fregarsene e invece molti si sono dati da fare. Hanno cambiato le loro produzioni per aiutare, hanno donato soldi per nuove strutture. Chapeau a tutti

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    1. Sono veramente da ammirare

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  15. Spero veramente che questo spirito di solidarietà e italianità resti forte e attiva, anche dopo l’emergenza.

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    1. Lo spero tanto anche io!

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  16. sabrina barbante says:

    Mi piace moltissimo come tutto il comparto moda in Italia ha risposto in modo coeso e responsabile. è un comparto che è stato capace di fare identità nazionale. E poi, Fedez e Chiarona nazionale sono stati davvero unici.

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  17. La prima notizia del corona virus in Italia è arrivata da Cologno, la seconda era a Vò Euganeo, a due passi da casa mia. Nonostante questo ricordo di non aver percepito il pericolo, continuavo ad andare a lavorare, ad uscire con gli amici per l’aperitivo, a andare in montagna a sciare. Hanno chiuso Vò Euganeo dopo pochi giorni – zona rossa – eppure mi sentivo ancora lontana dalla situazione.
    Strano, vero? Eppure sai qual è stato il momento in cui ho avuto la netta sensazione di non aver capito? Quando ho letto la notizia che Calzedonia aveva deciso di chiudere i punti vendita.
    Non che avessi bisogno di calze (anche se in realtà ce n’è sempre bisogno), ma in quel momento ho capito che se un colosso economico come Calzedonia prendeva questa decisione forse davvero non avevo capito la portata della situazione.
    La moda, uno dei settori trainanti della nostra economia, uno dei simboli della nostra nazione. La moda, anzi, le Persone che hanno fatto della moda italiana il nostro vanto, una dopo l’altra a rimboccarsi le maniche, ad aiutare, ad esserci per questo Paese che avrà certamente le ossa rotte, ma saprà come rialzarsi.
    Sono queste le storie che vogliamo leggere. Grazie.

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    1. Grazie a te del commento. Uno dei più belli e sentiti che io abbia mai ricevuto. Penso che un po’ tutti inizialmente abbiamo sottovalutato la questione, io in primis, abitando in Sardegna, ho sempre pensato che qui il virus non sarebbe mai arrivato, pensavo di vivere in una sorta di isola felice e immune. Queste iniziative mi hanno riempito il cuore di orgoglio e mi hanno ridato speranza nel genere umano, è sempre un piacere sapere che qualcuno, anche con un piccolo gesto, ha fatto qualcosa per fronteggiare questa emergenza che ci ha piegati tutti. Ci rialzeremo più forti di prima!

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  18. Ciao sono fiera dei nostri marchi fashion, hanno capito che era meglio aiutare prima a combattere il contagio per tornare prima alla normalità

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  19. Sono stati veramente tanti gli aiuti da parte di stilista e di chi lavora nel mondo della moda…..bello tutta questa solidarietà

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  20. Il coronavirus ha dato la possibilità a chi ha voluto coglierla di tirare fuori il meglio di se’. Le grosse aziende e il settore della moda in particolare si sono distinte per le numerose iniziative che hanno portato avanti. Ad maiora! Fiera di essere italiana!

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  21. Ho rivalutato diversi personaggi, che prima non suscitavano minimamente il mio interesse. Per esempio non credevo che Giorgio Armani avesse una sensibilitò così sottile, gli fa davvero onore. Mi è sembrato sincero.

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    1. Sotto gli occhiali da sole di Giorgio Armani si nasconde una persona di grande cuore

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  22. Tra i primi settori che ha cercato di sensibilizzare su un problema molto serio, che porta ancora i suoi strascichi, speriamo che si risolva la più presto

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